martedì,  22 gennaio 2019

Anno 2018

Entra in vigore il nuovo Codice della Protezione civile. Nevicate, gelicidio e dissesti idrogeologici si susseguono tra marzo e aprile in tutta la regione: è riconosciuto lo stato di emergenza nazionale. Vengono approvati i primi Piani d'Emergenza Dighe (PDE) in Emilia-Romagna. E' il 6 agosto quando in autostrada, a Bologna, esplode un'autocisterna: il volontariato di Bologna è coinvolto nei soccorsi. In ottobre una eccezionale ondata di maltempo devasta diverse regioni. L'Emilia-Romagna porta supporto al Veneto.

Gennaio – Con decreto legislativo n. 1 del 2018 viene approvato il nuovo Codice della Protezione civile, vera e propria riforma del settore. Le principali novità: in caso di calamità, il Governo potrà dichiarare subito lo stato di emergenza, a valle di una semplice valutazione speditiva assegnando le risorse per gli interventi più urgenti, da integrare una volta ultimata la ricognizione del danno. 
Raddoppia la durata dello stato di emergenza, fino a un anno prorogabile di un altro anno, e si amplia il campo d’azione della Protezione civile: oltre al ripristino del danno potrà comprendere la riduzione del rischio residuo e gli interventi strutturali di mitigazione, se in linea con la programmazione e la pianificazione. 
Si afferma il principio di adeguatezza, per cui ogni funzione di Protezione civile deve essere svolta a livello dell’ambito territoriale ottimale ritenuto più adeguato, anche sovracomunale. È valorizzato il ruolo delle Regioni, che avranno a disposizione più risorse grazie al nuovo Fondo regionale di Protezione civile, così come quello del volontariato.

La Regione stanzia 350mila euro per rimborsare i danni alle attività commerciali, ricettive e di ristorazione danneggiate dall’eccezionale piena del 12 dicembre 2017.

Febbraio - Marzo – Abbondanti e prolungate nevicate, fenomeni ricorrenti di gelicidio e precipitazioni consistenti con pesanti effetti sulle piene dei fiumi si susseguono tra febbraio e marzo. Si registrano numerosi dissesti idrogeologici in tutta la regione; la situazione più grave è nel bolognese, a Gaggio Montano, dove si riattiva la frana storica di Marano che provoca la chiusura della linea ferroviaria Porrettana. Per la sorveglianza idraulica e l’aiuto alla popolazione vengono schierati oltre 800 volontari di protezione civile. La Giunta regionale chiede lo stato d’emergenza nazionale.

Aprile – Il Consiglio dei ministri dichiara lo stato di emergenza nazionale per i danni causati dagli eventi di febbraio e marzo. Vengono stanziati 9.5 milioni di euro.

Maggio - La Regione approva il Piano di emergenza della diga di Mignano nel piacentino. E’ la prima delle “grandi dighe” dell’Emilia-Romagna che riceve il via libera al nuovo Piano, previsto da una direttiva nazionale.

Quinta edizione della Settimana regionale della Protezione civile: 56 iniziative in 37 Comuni.

LuglioAngelo Borrelli è riconfermato alla guida del Dipartimento nazionale di Protezione civile.

Agosto – Viene approvato il Piano da 81 interventi che investe nella sicurezza del territorio i 9 milioni e mezzo di euro resi disponibili con la dichiarazione dello stato di emergenza per il maltempo dei primi mesi dell’anno.

Il 6 agosto a Bologna, in zona Borgo Panigale, sull’A14, esplode un’autocisterna causando due vittime, 145 feriti e danni a imprese e abitazioni della zona, compreso il crollo di una parte del ponte autostradale. Oltre ai Vigili del fuoco, carabinieri, polizia stradale e municipale, intervengono anche operatori e volontari di Protezione civile del Coordinamento di Bologna.

La Regione potenzia la rete delle strutture di protezione civile da Piacenza a Rimini, con un Piano da 4 milioni di euro per 30 interventi.

Durante l’estate piogge intense, grandinate, trombe d’aria, venti forti spazzano l’intero territorio facendo cadere alberi, pali dell’illuminazione o della rete telefonica e mareggiate sulla costa. La Regione Emilia-Romagna chiede lo stato di emergenza nazionale per i ripetuti episodi di maltempo, molto intensi, che hanno interessato il territorio dal 22 maggio al mese di agosto.

Settembre - Via libera dalla Regione Emilia-Romagna a un maxi-pacchetto di 10 interventi da 2 milioni e mezzo di euro per la messa in sicurezza dell’abitato di Corniglio, nel cuore dell’Appennino parmense, dove una frana ‘storica’ interessa un’area di circa 2 chilometri quadrati.

Il Consiglio dei Ministri vara la delibera che dà il via alla procedura per i rimborsi a privati e imprese danneggiati dal maltempo nel 2016 e 2017. Per l’Emilia-Romagna sono ricompresi gli indennizzi per il maltempo di marzo-aprile 2016, per la siccità e gli eventi meteo eccezionali dell’estate 2017 e per gelicidio, neve e rovesci tra novembre e dicembre dello stesso anno, compresa l’alluvione di Brescello-Lentigione, Campogalliano e Colorno.

Parte il cantiere per la piena sicurezza dell’accesso alla Fortezza di San Leo (Rn), il gioiello architettonico messo a rischio dal crollo della rupe del 27 febbraio 2014. È finanziato dalla Regione con 2 milioni di euro.

Ottobre - Via libera alle richieste di contributo per i danni alle attività economiche e produttive dell'Emilia-Romagna causati dagli episodi di maltempo per i quali - tra febbraio 2016 e dicembre 2017 - è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale. A disposizione ci sono oltre 4 milioni 100 mila euro.

Il Centro unificato provinciale di Protezione civile di Marzaglia (Mo) compie 10 anni.

Il 25 ottobre durante un sopralluogo alla briglia di San Bartolo, sul fiume Ronco, nel Ravennate, perde la vita il sorvegliante idraulico dell’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, Danilo Zavatta. Viene aperta una inchiesta.

Dal 27 ottobre una eccezionale ondata di maltempo si abbatte sull’intero territorio nazionale. Una delle regioni più devastate è il Veneto, in particolare il Bellunese, con intere foreste di alberi, abbattuti dalle raffiche di vento. In risposta alla richiesta di sostegno del Dipartimento nazionale di Protezione civile alla Regione Veneto, interviene anche una porzione della colonna mobile regionale di Protezione civile dell’Emilia-Romagna, formata da 10 squadre e 36 volontari. Destinazione Feltre. L’Agenzia regionale mette a disposizione attrezzature per il rischio idraulico, un escavatore, 180 gabbioni per il rialzo arginale usate per contrastare la piena del fiume Piave, potabilizzatori. Un centinaio i volontari mobilitati a sostegno del Comune di Belluno e dei Vigili del Fuoco.

Il maltempo colpisce anche il nostro territorio. Vento, temporali e piogge intense, mareggiate causano ingenti danni ai privati cittadini, alle imprese, in agricoltura e acquacoltura: Vengono colpite in particolare le aree collinari e montane centro-occidentali e la costa. La Regione chiede lo stato di emergenza nazionale, che viene riconosciuto per più Regioni, compresa l’Emilia-Romagna, l’8 novembre.

Novembre - Volmer Bonini viene riconfermato alla guida del Comitato regionale di Coordinamento del volontariato di Protezione civile dell’Emilia-Romagna.

Dicembre – Il 22 dicembre circa 200 volontari di Protezione civile dell’Emilia-Romagna incontrano Papa Francesco a Roma per una udienza in Vaticano.

Si conclude il progetto europeo Life Primes sul rischio alluvioni di cui l’Agenzia regionale è stato soggetto capofila.

 

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pubblicato il 2019/01/22 12:17:52 GMT+2 ultima modifica 2019-01-22T12:17:52+02:00

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