Neve e gelicidio 2018, un Piano da oltre 9 milioni e mezzo di euro per 81 interventi

Tre milioni 479mila euro vanno ai Comuni per le spese eccezionali dovute alle nevicate

06.08.2018

Le  porte Vinciane a cesenatico Bologna, 6 agosto 2018 – Un pacchetto di 81 interventi di protezione civile da oltre 5 milioni e mezzo in una sessantina di Comuni per riaprire e ripristinare la viabilità locale e provinciale, ricostruire difese spondali, evitare l’isolamento di centri abitati, garantire la sicurezza di corsi d'acqua e versanti nelle province colpite dall’emergenza maltempo di febbraio e marzo: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.
E contributi ai comuni dell’Appennino emiliano-romagnolo per più di 3 milioni 400 mila euro destinati a coprire parte delle spese eccezionali per la gestione della neve caduta tra febbraio e marzo.

Vale 9 milioni e mezzo di euro il Piano messo a punto dalla Regione per continuare le opere di sicurezza del territorio dopo le piogge, le nevicate e il gelicidio dei mesi scorsi.
Lo ha approvato il Presidente Bonaccini con un proprio decreto dopo il via libera - arrivato nei giorni scorsi dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile - all'uso delle risorse rese disponibili dal Governo Gentiloni con la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.

Nel dettaglio, i finanziamenti sono così distribuiti: 5 milioni 571mila euro per interventi volti a superare l’emergenza; 152 mila euro per i contributi per l’autonoma sistemazione dei cittadini evacuati dalle loro case; 297 mila euro per le spese operative in emergenza di cui 50 mila euro per il ripristino di mezzi e attrezzature della Colonna Mobile regionale.

Si aggiungono ai due milioni stanziati dalla Giunta regionale immediatamente dopo gli eventi.

I principali interventi

Nel bolognese il Piano conferma i fondi, per 240 mila euro, promessi dal Presidente Bonaccini per evitare l'isolamento di centri abitati e riaprire la viabilità dove già interrotta a Castel d’Aiano, Monghidoro, Marzabotto, San Benedetto Val di Sembro e Gaggio Montano.

Lo stesso nel riminese, a Case Poggioli di Novafeltria, dove è previsto un maxi intervento di 380mila euro.

Nel forlivese-cesenate, con 130 mila euro, sarà ripristinata la provinciale “Carnaio", a Bagno di Romagna, per il rientro delle persone sfollate nelle loro abitazioni. E ancora: sempre per scongiurare isolamenti sono previsti due cantieri importanti nel reggiano, per 750mila euro: a Ventasso, sulla provinciale 91 “Collagna Vaglie Ponte Rossendola", in località Casenuove (450 mila euro) e a Villa Minozzo strada comunale Secchio-Deusi (300 mila euro). Ripristini e messa in sicurezza della viabilità, anche con il consolidamento dei versanti, la fanno da padrone in tutte le province: da Piacenza, dove il cantiere più rilevante aprirà a Bobbio sulla comunale per S. Cristoforo e Dezza (100 mila euro) a Modena, con opere sulla strada per Fellicarolo, a Fanano (140 mila euro).

A completare il quadro, gli interventi di sicurezza idraulica, tra cui le opere di somma urgenza per assicurare il pieno funzionamento delle porte Vinciane a  Cesenatico (150 mila euro) e i lavori di regimazione dei corsi d'acqua.

Il commento

“Con i 9 milioni e mezzo di euro assegnati all’Emilia-Romagna dal precedente Governo, la Regione ha predisposto un Piano per dare risposte concrete ai Comuni e alle comunità colpite dalle conseguenze delle precipitazioni abbondanti di febbraio e marzo- spiega Paola Gazzolo, assessore regionale all’Ambiente -. Un Piano condiviso con i territori che permetterà di assicurare un’importante boccata d’ossigeno ai bilanci degli enti locali, a fronte delle spese eccezionali legate alla rimozione della neve, e di rispondere alle principali criticità aperte con opere e lavori indispensabili per la sicurezza di chi vive e lavora in particolare in Appennino”.

 

“Quelli programmati sono interventi urgenti e non rimandabili. Ora – conclude Gazzolo - attendiamo dal nuovo Governo un ulteriore provvedimento che stanzi altre risorse per continuare la messa in sicurezza di corsi d’acqua e versanti. La Regione è già al lavoro, con i Comuni e tutti gli enti competenti per la difesa del suolo, per definire l'ammontare della richiesta, come prevede il Codice di protezione civile entrato in vigore a inizio anno”.

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Pubblicato il 06/08/2018 18:55 — ultima modifica 07/08/2018 15:29
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