Rupe di San Leo, proseguono i lavori del maxi-intervento regionale da 2 milioni di euro

Un convegno nel borgo riminese fa il punto sui lavori svolti e sul cantiere in corso per il consolidamento della parete est

22.11.2018

Rupe San Leo parete estBologna, 22 novembre 2018 – Proseguono senza sosta i lavori per consolidare e rendere nuovamente accessibile la rupe di San Leo, un gioiello paesaggistico e ambientale del riminese che l'Emilia-Romagna vuole proteggere con tutti i mezzi e le risorse possibili.
Oggi nel comune riminese è stato presentato il maxi intervento avviato lo scorso 24 settembre sulla parete est della rupe, sottostante l’unica strada che conduce al borgo, che una volta consolidata permetterà la piena fruizione turistica della Rocca.
Una rete di chiodature lunga quasi 13 chilometri
renderà sicuro l'accesso alla Fortezza di San Leo: un ancoraggio ogni 5 metri, fissato da 20 ad oltre 70 metri di profondità, per circa 600 perforazioni necessarie ad assicurare l’unione tra cunei di roccia potenzialmente instabili.

Un cantiere innovativo e sostenibile per l’accesso alla Fortezza

Finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con 2 milioni di euro del ‘piano clima’, l’intervento è curato dal Servizio Area Romagna dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e Protezione civile. La conclusione dei lavori è prevista entro dicembre 2019.
A rendere il cantiere particolarmente innovativo, anche la sua stessa organizzazione pensata proprio per rendere la fortezza accessibile nonostante le operazioni in corso, attraverso un servizio di navetta che fino al termine dei lavori permetterà a turisti e residenti di raggiungere il borgo.
E poi la piena sostenibilità ambientale delle opere, che una volta concluse saranno completamente integrate con il contesto circostante e non visibili.
Grazie alla collaborazione con l’Università di Roma, già attiva nelle fasi di progettazione, durante lo svolgimento delle opere saranno monitorate e analizzate le perforazioni profonde fino a 75 metri. E questo, usufruendo della rete di 34 estensimetri per il controllo delle fratture installata dalla Regione a partire dal 2014. 

Il commento

“Una tecnica consolidata - ha commentato l’assessore regionale alla Difesa del suolo Paola Gazzolo, intervenuta nel borgo riminese per fare il punto sui lavori - ma ad essere straordinaria è l’estensione della superficie a cui è applicata: circa 10 mila metri. Il lavoro di squadra a tutti i livelli istituzionali svolto da quando si è verificata la frana ha prodotto risultati concreti. Inoltre, con il coinvolgimento della comunità scientifica, abbiamo messo insieme le migliori tecnologie e le migliori professionalità regionali per le azioni di monitoraggio e gli interventi di messa in sicurezza. Questo è un esempio di come l’Emilia-Romagna sa lavorare di fronte alle emergenze. La difesa del suolo è una delle nostre priorità, per questo continueremo ad investire risorse nella prevenzione e manutenzione. La strategia è delineata e siamo già al lavoro per la progettazione di nuovi interventi per ulteriori 2 milioni di euro per il consolidamento della parte sud della rupe".

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Pubblicato il 22/11/2018 15:01 — ultima modifica 22/11/2018 15:01

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