martedì,  26 novembre 2019

Maltempo, la situazione nel Ferrarese

La concomitanza di pioggia e maree ha messo a dura prova i livelli idrici. Le manovre idrauliche hanno evitato il peggio. Sulla costa allagamenti diffusi e ingenti danni

Ferrara - Dodici giorni di lavoro incessante in cui le istituzioni locali hanno lavorato gomito a gomito per evitare il disastro. I tecnici del Servizio Area Reno e Po di Volano dell’Agenzia regionale per la Allagamenti stabilimenti balneari FESicurezza territoriale e la Protezione civile si sono prontamente attivati il 13 novembre scorso grazie al monitoraggio strumentale costante della costa e dei fiumi: hanno affiancato i Comuni nelle operazioni emergenziali insieme ai Vigili del fuoco, i volontari della protezione civile, i Consorzi di Bonifica della Pianura di Ferrara, Burana e Renana.

Un lavoro appesantito dall’eccezionale situazione creata dalle precipitazioni dei giorni 16 e 17 novembre, verificatesi sul territorio ferrarese e modenese. In poche ore, infatti, sono state registrate su tutto il territorio una media di 50 millimetri di precipitazioni, che si sono sommate alle intense piogge cadute nei precedenti giorni: complessivamente 150 millimetri di acqua scesa sul territorio ferrarese.

L’eccezionale marea, inoltre, ha condizionato tutto il sistema di ricezione, costituito principalmente dal sistema del bacino Burana-Volano e dal fiume Po, che ha comportato un aumento consistente dei volumi idrici con superamento dei livelli di salvaguardia, nonostante i tecnici dell'Agenzia abbiano adottato tutte le manovre idrauliche possibili, forzandole fino alla massima potenzialità di deflusso. Manovre che hanno creato uno stress elettromeccanico non indifferente, tant’è che tutti i sistemi necessitano adesso di una manutenzione straordinaria urgente per ripristinarne la loro piena funzionalità.

Allagamenti in provincia di FerraraLa marea e il forte vento hanno causato importanti erosioni con creazione di falesie in diversi punti: in corrispondenza del tratto di lido Spina sud, compreso tra bagno Jamaica e Piramidi, con lesione della prima difesa arginale strutturale; nel tratto di costa dei lidi nord con particolare riferimento alla porzione di costa tra Lido Volano e Lido Nazioni; allagamenti degli stabilimenti balneari di Lido Volano (sono tuttora in corso interventi mirati dei VVF) e danneggiamenti della protezione degli stabilimenti nel versante nord di Lido delle Nazioni.

I livelli raggiunti sul reticolo idraulico principale (Po di Volano, Po di Primario e Canale Navigabile) e secondario (consortile) hanno comportato l’innesco di numerosi e diffusi smottamenti incrociati in corrispondenza delle arginature. Occorre intervenire prima possibile per ripristinare un efficiente funzionamento del sistema idraulico.

Gli smottamenti - sottolinea la sede di Ferrara - hanno causato, e in alcuni casi aggravato, l’instabilità delle sponde. I danni hanno interessamento anche la viabilità provinciale e comunale.

Per quanto riguarda lo storico Scolmatore, opera idraulica presente tra San Agostino e Bondeno, è stato attivato in più occasioni permettendo di alleggerire il fiume Reno dalla piena, scaricando parte di esso all’interno del Cavo Napoleonico. Per presidiare e monitorare gli argini del tratto interessato del Cavo Napoleonico, ed in supporto alle molteplici squadre di volontari del CAVPC di Ferrara, sono intervenute due squadre dell’esercito Italiano attivate dalla Prefettura di Ferrara, in accordo con l’Agenzia regionale. Tale operazione è durata dalle ore 8.00 di mercoledì 20 novembre fino alle ore Ferrara sacchetti sabbia8:00 di giovedì 21 novembre.

Complessivamente sono stati richiesti dalla sede di Ferrara del Servizio Area Reno e Po di Volano 100 mila euro per somma urgenza. Il CAVPC di Ferrara, ha messo in campo 10 automezzi e circa 130 uomini che si sono turnati con monitoraggi 24 ore su 24. L’esercito italiano ha invece messo a disposizione 3 mezzi militari e 35 uomini, impegnati con turni di 12 ore ciascuno.

Per comprendere meglio l’immenso lavoro svolto nel Ferrarese, il Centro unificato di Protezione civile di Ferrara, ha confezionato materialmente quasi 2000 sacchi di sabbia, serviti per proteggere argini e stabilimenti balneari.

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