mercoledì,  4 dicembre 2019

Regione Emilia-Romagna e Università di Modena e Reggio subito al lavoro per studio e controllo delle frane di Ferriere

Collaborazione con la Provincia di Piacenza per gli interventi sulla SP 654 interrotta

Piacenza  - Il Servizio Area Affluenti Po dell’Agenzia regionale di Sicurezza territoriale e Protezione civile, in collaborazione con il Dipartimento di Scienza Chimiche e Foto_Casalco_2Geologiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha attivato - in emergenza - attraverso un'apposita convenzione un monitoraggio topografico di precisione sulle frane di Folli e di Casale di Gambaro, a supporto della Provincia di Piacenza, ente gestore della strada provinciale 654R.

Il monitoraggio ha la funzione di verificare se la frana sia ancora in movimento, dopo la fase parossistica del 25 novembre scorso.

Nella frana di Folli è stata installata una stazione totale robotizzata che effettua, più volte al giorno, letture su cinque prismi di monitoraggio, posizionati all’interno del materiale coinvolto dal movimento franoso, con trasmissione da remoto e in continuo dei dati. Il monitoraggio verrà mantenuto per il tempo necessario a definire la dinamica e le eventuali accelerazioni o rallentamenti dei movimenti della frana.

Comprendere le dinamiche consente anche di determinare le forze in gioco e stimare le dimensioni dei fenomeni franosi.

Per quanto riguarda la frana di Folli, si stimano dimensioni di circa 300 metri di lunghezza per una larghezza di circa 50 metri e una profondità media ipotizzata di 10 metri, per un volume totale superiore ai 200.000 metri cubi di terreno e roccia.

La strada e il ponte sul corso d’acqua sono stati distrutti dalla massa franata, infatti - come si vede dalle foto - il guardrail e il cordolo stradale sono scesi circa 40 metri più a valle.

Foto_Casalco_1Il problema è rappresentato da tre elementi principali:
- la massa dislocata a monte della strada, pronta a scivolare a valle nel momento in cui manchi il piede;
- il terreno in pessime condizioni geotecniche e di resistenza che occupa lo spazio dove prima c’era la strada;
- il corso d’acqua interrotto che continua ad alimentare il terreno franato, peggiorando sempre più le già scarse caratteristiche geotecniche.

Anche eventuali opere provvisionali dovranno essere fatte in adeguate condizioni di sicurezza, conoscendo il terreno e il suo comportamento.

Nella frana di Casale di Gambaro, che interessa, oltre la strada provinciale 654 R, anche le quattro frazioni di Casale, Colla, Valle e Costigliolo, è stato posizionato un sistema di monitoraggio con quattro antenne GPS in postazione permanente lungo la frana. La scelta di questo tipo di strumentazione è dovuta all'ottima risposta che questa tecnologia consente di ottenere, in particolare, con un monitoraggio mantenuto a lungo, anche in condizioni meteo avverse.

La frana di Casale Colla di Gambaro è un sistema geologico complesso di grandi dimensioni che coinvolge profondamente il versante, con piani di scivolamento multipli fini a 50 metri di profondità e intere porzioni rocciose dislocate per metri, per il quale è molto difficile progettare e realizzare opere di mitigazione con efficacia duratura.

La dinamica di questo fenomeno potrebbe essere lenta e progressiva nel tempo, fino a quando il versante non riuscirà a ritrovare nuovi equilibri, necessari per la realizzazione delle opere che consentano alla Provincia di ripristinare il transito sulla Provinciale, e verificare la stabilità delle quattro frazioni interessate.

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