lunedì,  26 agosto 2019

Riapre la Ravegnana, dalla Regione oltre 3,5 milioni di euro per la ricostruzione

Lavori senza sosta anche a Ferragosto per anticipare i tempi della riapertura al traffico prevista entro fine estate

Bologna – Riapre la Ravegnana, la strada che collega Ravenna e Forlì, interrotta dal 25 ottobre scorso Conferenza stampa San Bartolo - disegno chiusadopo il crollo della chiusa di San Bartolo sul Ronco. In anticipo sui tempi previsti dal cronoprogramma, l’importante arteria è quindi ora percorribile per intero nel doppio senso di marcia. Un risultato cui la Regione ha contribuito grazie allo stanziamento della Giunta di oltre 3,5 milioni di euro che sono serviti per i primi interventi di somma urgenza, i rilievi tecnici, i lavori di messa in sicurezza dell’area, la ricostruzione e la riapertura della strada.


Le opere per la riapertura della Ravegnana

Il Servizio Area Romagna ha curato il progetto e la direzione dei lavori. I primi interventi hanno riguardato l'eliminazione delle infiltrazioni, il consolidamento degli argini, il ripristino della funzionalità della derivazione ad uso irriguo e del ponte. Per quanto riguarda l’analisi geotecnica, il Servizio si è avvalso dello studio Enser, lo stesso chiamato a lavorare sul crollo del ponte Morandi di Genova e sugli interventi sul torrente Polcevera.

Gli studi, in particolare, hanno compreso indagini geoelettriche e georadar per valutare la distribuzione delle acque sotterranee, attraverso l'impiego di correnti elettriche fatte circolare nel terreno. E, in aggiunta, le prove geognostiche necessarie ad esaminare le condizioni dell'argine fino a 35 metri di profondità, mediante sondaggi e carotaggi, e rilievi topografici di dettaglio di tutta l'area.

Inoltre, sono state realizzate opere per l’irrigazione delle imprese agricole a monte della chiusa di San Bartolo che serve un vasto comprensorio agricolo del ravennate.   

Ultimo tassello prima della riapertura, il completamento della segnaletica stradale e la messa a punto degli atti amministrativi necessari – a partire dal collaudo di fine lavori - ad Anas, ente titolare della strada, per emettere l’ordinanza di ripristino.

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