venerdì,  20 dicembre 2019

Rotta dell’Idice a Budrio, completati i lavori di somma urgenza

Rilevanti interventi di messa in sicurezza dell'argine

Bologna - A Budrio (BO) si chiude un cerchio, quello che permetterà ai cittadini residenti in prossimità degli argini rotti, fra le località Grande Idice ed Ercolana in Via Viazza, di trascorrere più serenamente le imminenti festività.
L’ingente onda di piena era transitata in pianura lo scorso 17 novembre nel tratto del torrente Idice arginato, allagando tutte le aree golenali con quote che, in molti tratti del corso d’acqua, oltrepassarono i normali franchi di sicurezza idraulica, lambendo in più punti le sommità arginali. In questo difficile periodo il Servizio Area Reno e Po di Volano dell’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile, responsabile per competenza idrauliche sul torrente Idice, ha lavorato incessantemente al fianco della titolare dei lavori, la ditta CIB Costruzioni Idrogeologiche Bolognesi, e ai Volontari della Protezione civile, incaricata a realizzare gli interventi di somma urgenza, pari a 1.710.000 euro
La macchina dei soccorsi si era prontamente attivata in quanto preallertata nelle ore precedenti la rotta e nell’arco di una settimana il Servizio Area Reno e Po di Volano aveva impiegato sul campo oltre 30 persone fra tecnici e sorveglianti idraulici per il monitoraggio dei corsi d’acqua, la riparazione delle rotte e la ricognizione dei dissesti sulle zone di monte.
Si è trattato di un lavoro di squadra svolto di concerto con la Prefettura di Bologna, con il Comune di Budrio e le forze dell’Ordine locali, con il Consorzio della Bonifica Renana e l’Esercito italiano e in ultimo, ma non certamente per importanza, con gli oltre 1800 volontari della protezione civile che dal 16 al 29 novembre hanno realizzato ben 410 interventi.
Nei giorni successivi alla rotta si sono creati i presupposti per tornare alla normalità: dal ripristino delle opere di difesa idraulica alle attività di aspirazione acque dalle abitazioni, dalla pulizia di cascine e case allo sgombero delle carcasse di animali per concludere con pulizia e ripristino strade. La chiusura dell’argine, con una coronella a quota inferiore alla sommità, si è risolta in poco più di 48 ore e nei giorni a seguire si è progettato un intervento transitorio per permettere all’argine di reggere in attesa della costruzione dell’opera definitiva.
L’ennesimo allarme maltempo, di lunedì 2 dicembre, che aveva sortito solo una parziale tracimazione del fiume, ha indotto la Direzione lavori ad aumentare la sicurezza della coronella creando un soprassoglio con altri 1000 sacchetti di sabbia (in precedenza ne erano stati posizionati altri 1000), dopodiché si è ulteriormente alzata la linea di sicurezza con la posa in opera di 110 metri lineari di big bags con rete metallica della dimensione 1 x 1 mt.
Contemporaneamente sono stati realizzati due interventi: la costruzione delle piste di cantiere, che consentono di fornire la terra e l’altro materiale necessario alla ricostruzione finale dell’argine, e la costruzione di una palancolata che raggiunge la sommità arginale in modo da garantire la piena sicurezza idraulica per tutto il periodo necessario a realizzare l’opera definitiva e di consolidare lo stesso corpo arginale definitivo.

 

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pubblicato il 2019/12/20 17:06:24 GMT+1 ultima modifica 2019-12-20T17:06:24+01:00

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