sabato,  21 marzo 2020

Coronavirus. Dal 23 marzo divieto di bruciare residui dei lavori agricoli e forestali. Fanno eccezione le sole imprese agricole (DPCM 22/3)

Lo prevede una Ordinanza del Presidente della Regione, fino alla fine dell'emergenza sanitaria

Bologna -  Fino alla fine dell’emergenza sanitaria, resta in vigore - su tutto il territorio regionale - il divieto di bruciare residui di lavori agricoli e forestali (Ordinanza 43/2020 del Presidente della Regione). Le sole imprese agricole possono comunque procedere all’abbruciamento controllato del materiale vegetale di risulta dei lavori agricoli in attuazione di quanto disposto dal successivo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020 recante "Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale" (che consente lo svolgimento dell’attività agricola).

Il provvedimento rientra nelle misure contenute nell'Ordinanza del Presidente della Regione, n. 43 del 20 marzo 2020, sulla gestione dei rifiuti, a seguito dell'emergenza epidemiologica da Covid-2019.

Le nuove disposizioni, si legge nel Decreto, sono state assunte perchè la pratica dell'abbruciamento controllato dei residui dei lavori agricoli e vegetali,  può causare l'innesco di potenziali incendi boschivi e di vegetazione e portare ad infortuni, anche gravi, che potrebbero richiedere cure ospedaliere o di pronto soccorso; e un conseguente sovraccarico per il sistema sanitario.Il divieto inoltre consente ai Carabinieri Forestali ed ai Vigili del Fuoco - di norma preposti al presidio del territorio per il monitoraggio dei fuochi - di concentrare uomini e mezzi nelle attività messe in campo per contastare la diffusione del contagio.

Dal 23 marzo e per tutto il periodo di durata dell'emergenza non si applicano i permessi previsti dall’articolo 58 del Regolamento forestale regionale n.3/2018.

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pubblicato il 2020/03/21 09:35:00 GMT+2 ultima modifica 2020-03-28T22:06:46+02:00

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