mercoledì,  13 maggio 2020

In fase conclusiva i lavori di consolidamento delle frane di Levizzano-Cà Lita e Cassola in comune di Baiso (Re)

Intervento di drenaggio profondo per 360.000 euro, finanziato dal Piano Proteggi Italia 2019

Reggio Emilia - Sono in fase di ultimazione i lavori di consolidamento dei movimenti franosi  di Levizzano, Casino e Cà Lita, nel territorio del comune di Baiso, in provincia di Reggio Emilia.

L’intervento, finanziato dal Piano Proteggi Italia 2019, per unLevizzano_2 importo di 360.000 euro, fa parte dei 14 lavori finanziati da questo piano nel 2019 sul territorio reggiano, attuati dal Servizio Area Affluenti Po, per un importo totale di 4 milioni 160mila euro, finalizzati alla mitigazione del dissesto idrogeologico e per la messa in sicurezza del territorio regionale.

I lavori, che hanno avuto inizio nell’agosto scorso risultano approvati dai decreti n. 36 del 29 marzo 2019 e n. 62 del 10 maggio 2019 del Presidente della Regione Emilia-Romagna e sono in particolare finalizzati al ripristino dei danni causati dagli eventi metereologici avvenuti nei mesi di giugno, luglio, agosto e  dicembre 2017, e nei mesi di febbraio, marzo, ottobre, novembre 2018, inseriti nelle Ordinanze del Capo Dipartimento della Protezione Civile 503 e 533 del 2018.

La zona oggetto di intervento nel comune di Baiso  è la valle che si estende tra il crinale di Levizzano-Cà Lita-Cassola e il fondovalle Secchia, che è da lungo tempo sede di numerose frane che ne coinvolgono la quasi totalità della superficie. L’insieme delle frane è in realtà rappresentato da un unico complesso sistema ramificato di colate confluenti, di cui i “rami” maggiori sono noti come “Frana di Lugara”, “Frana di Levizzano”, “Frana di Cà Lita”, la maggiore in volume e “Frana di Cassola/Corciolano”. Questi rami principali confluiscono in Levizzano_1un’unica lingua di colata argillosa che si stende per 2,5 chilometri sino allo sfociare della valle in quella principale del Fiume Secchia. I rischi maggiori erano concentrati  nella zona di Levizzano, dove la frana si stava evolvendo con retrogressione e accelerazione dei movimenti. I lavori principali sono quindi stati realizzati in quell’area a valle del centro abitato di Levizzano.

Vista la notevole importanza che le condizioni idrogeologiche dell'area in esame rivestono sull'origine e la dinamica del dissesto, si è intervenuti sul meccanismo di attivazione del movimento franoso, eseguendo opere di drenaggio profondo del corpo di frana al fine di ridurre al minimo le spinte di materiale proveniente da monte, ed intercettare le acque presenti nel sottosuolo. Infatti il terreno tendeva alla completa saturazione, soprattutto a seguito di eventi piovosi straordinari. 

In particolare è stato realizzato uno schermo di pozzi drenanti ispezionabili, del diametro di 1500 mm, posti ad interasse di 7 metri, collegato ad uno schermo di scarico per lo smaltimento delle acque drenate, costituito da un’altra serie di pozzi drenanti ispezionabili, posti ad interasse di 7 metri.

Tali opere hanno prodotto ottimi risultati in situazioni analoghe sia a Cà Lita che in molte altre località dell’appennino emiliano. I risultati di questa tipologia di intervento sono già evidenti.Levizzano_3

In particolare sulla frana di Cà Lita sono stati implementati e manutenuti altri pozzi drenanti già esistenti e completate le sistemazioni morfologiche compromesse dall’evento 2016 e in parte già ripristinate dal Servizio Area Affluenti Po.

La tecnologia dei pozzi drenanti ha dato prova di funzionalità in molti casi nel corso degli ultimi trent’anni. Le moderne attrezzature danno la possibilità di intervenire entro i pozzi anche successivamente alla loro costruzione, per ripristinare eventuali rotture o rimuovere ostruzioni della condotta di fondo.

Infatti i dati piezometrici rilevati in questi giorni in cantiere dimostrano con chiarezza l’efficacia dei pozzi, che stanno abbassando con progressione e costanza la falda dentro il corpo di frana. Nel grafico della sonda “Diver” (foto) relativo all’ultimo anno di letture si nota il “ginocchio” della curva perfettamente corrispondente all’inizio dello scavo della condotta di fondo e quindi dello scarico. Il piezometro si trova a 40 metri di distanza, a monte di essi. 

L’ultimazione dei lavori è prevista per i primi giorni di agosto 2020.

La progettazione e la direzione lavori sono state eseguite dai tecnici regionali dell’Ambito di Reggio Emilia del Servizio Area Affluenti: Nicola De Simone, Roberto Zobbi, Giovanni Bertolini, Paola Paolini, Tiberio Rimondi. Responsabile del procedimento è il responsabile del Servizio, Francesco Capuano.

L'impresa esecutrice è la Ditta Tecnopali Apuana Srl con sede a Massa (MS) e Morani Srl di Casina (RE). 

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