venerdì,  8 febbraio 2019

Crollo chiusa di San Bartolo: la strada Ravegnana riaprirà entro l’estate

Gli interventi riguarderanno l'eliminazione delle infiltrazioni, il consolidamento degli argini, il ripristino della funzionalità idraulica della chiusa e il ponte

Ravenna - Ristabilire la viabilità in completa sicurezza e, entro l’estate, riaprire al traffico la strada che collega Ravenna e Forlì, interrotta dal 25 ottobre scorso a seguito del crollo della chiusa di San Bartolo sul Ronco. Conferenza stampa San Bartolo - lavoriLa Giunta regionale ha stanziato 3 milioni di euro per i lavori di messa in sicurezza dell’area, la ricostruzione e la riapertura della strada. I fondi si aggiungono ai 460 mila euro destinati alle prime opere di messa in sicurezza, già concluse, e ai rilievi tecnici sulle condizioni dell'argine del Ronco.

Il programma dei lavori è stato presentato mercoledì scorso a Ravenna dall’assessore regionale alla difesa del suolo e Protezione civile, Paola Gazzolo e dal sindaco di Ravenna, Michele de Pascale. Gli interventi sono stati illustrati dal responsabile del Servizio Area Romagna, Mauro Vannoni.

Conferenza stampa San Bartolo - relatoriDopo il crollo e il sequestro della centrale idroelettrica da parte dell’autorità giudiziaria, i lavori erano immediatamente partiti fin dal 28 ottobre, con la fase dei primi interventi di somma urgenza, poi le indagini e i rilievi che confermavano le condizioni di criticità del sottosuolo della Ravegnana. Criticità che hanno portato alla chiusura del transito con gravi disagi per cittadini, studenti e pendolari che si spostano tra Forlì e Ravenna, aumenti di costi e tempi per le attività economiche, problemi di sicurezza dovuti a una viabilità alternativa insufficiente.

Attualmente è in atto la seconda fase di messa in sicurezza, durante la quale saranno isolate le infiltrazioni d’acqua sotto l'argine che mettono in pericolo la strada Ravegnana. L'intervento è inserito nel progetto generale che è stato presentato dal responsabile del Servizio Area Romagna dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, ing. Mauro Vannoni, in Conferenza dei Servizi.  Una volta acquisiti i pareri di Anas, Enel, Consorzio di bonifica Romagna, Comune di Ravenna, Sovrintendenza e Arpae, verranno affidati i lavori della terza fase che devono dare continuità a quelli già avviati. Il contesto è particolarmente complesso perché il dissesto ha coinvolto la chiusa di derivazione a uso irriguo, un tratto di fiume entrato in erosione, la passerella a uso pedonale nel cui crollo ha perso la vita il tecnico della protezione civile regionale Danilo Zavatta, l'argine e la strada che ha subito pesanti infiltrazioni”.

Il responsabile Mauro Vannoni ha messo in campo tutte le risorse umane e professionali del Servizio Area Romagna, che si sono fatte carico degli interventi di somma urgenza, della progettazione e direzione lavori del ripristino di tutte le strutture danneggiate. Un’adesione convinta e motivata che va ben oltre le disponibilità d’ufficio e di funzione di tutti i collaboratori.Conferenza stampa San Bartolo - palancola

I primi interventi riguarderanno l'eliminazione delle infiltrazioni, il consolidamento degli argini, il ripristino della funzionalità della derivazione ad uso irriguo e del ponte. Per quanto riguarda l’analisi geotecnica, la Regione si è avvalsa dello studio Enser, lo stesso che sta lavorando sul crollo del ponte Morandi di Genova e sugli interventi sul torrente Polcevera.

Gli studi, in particolare, hanno compreso indagini geoelettriche e georadar per valutare la distribuzione delle acque sotterranee, attraverso l'impiego di correnti elettriche fatte circolare nel terreno. E, in aggiunta, le prove geognostiche necessarie ad esaminare le condizioni dell'argine fino a 35 metri di profondità, mediante sondaggi e carotaggi, e rilievi topografici di dettaglio di tutta l'area.Conferenza stampa San Bartolo - disegno chiusa

“Le priorità della Regione – ha spiegato l’assessore Gazzolo - sono state chiare da subito: massima rapidità di intervento, con la garanzia di tutte le risorse necessarie fino all'ultimo euro, per riattivare la viabilità in un tratto strategico della rete regionale. Per questo, nell'arco di soli due mesi dal crollo si sono resi disponibili tre milioni e mezzo di euro e, grazie alla grande professionalità delle strutture regionali, sono stati conclusi in poche settimane sia la barriera in palancole per evitare ulteriori erosioni dell’argine sia i complessi rilievi tecnici sulla sua stabilità”. Il Servizio Area Romagna ha valutato le varie ipotesi in campo per procedere a una rapida progettazione degli interventi risolutivi con azioni correlate che riguarderanno l'intero sistema rappresentato dall’argine, dalla strada, dalla chiusa e dal fiume Ronco.

“È evidente – ha concluso Gazzolo - per la Giunta regionale, l'assoluta rilevanza di ristabilire la viabilità nella piena sicurezza la Ravegnana: è una strada vitale per i cittadini, il sistema economico e l'intero territorio ravennate e romagnolo”. 


Il documento presentato in conferenza stampa (pdf, 8.2 MB)

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