lunedì,  11 febbraio 2019

Esondazione del Reno: l’impegno del volontariato nella Bassa bolognese

Oltre 1.100 persone impegnate in più di 300 interventi, prosegue l’azione dei geometri e del nucleo psico-sociale

Dall’inizio dello stato di emergenza, sono stati impegnati circa 1.100 volontari. Nei territori investiti dall’alluvione, è stato immediatamente attivato l’intervento del Volontariato di Protezione Civile, già preallertato il 1° febbraio da parte dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile.

Sono stati oltre 300 gli interventi effettuati, principalmente nei territori di Castel Maggiore e Argelato, ma anche a Bologna, Castello d’Argile e San Giorgio di Piano. Inoltre, il presidio del Volontariato presso il COR (Centro Operativo regionale) di viale Silvani 6 è stato mantenuto fino a tutto sabato 9 febbraio.

Volontari al lavoro sul Reno febbraio 2019 II.jpgHanno preso parte all’insieme di queste attività volontari di tutti i Coordinamenti e le Consulte provinciali (Bologna, Ferrara, Ravenna, Reggio Emilia, Parma, Modena, Piacenza, Forlì-Cesena e Rimini), e di organizzazioni nazionali come ANA (Alpini), ANC (Carabinieri), CRI (Croce Rossa), ANPAS (Pubblica Assistenza), Feder.Gev (Guardie ecologiche volontarie), che hanno lavorato in stretto raccordo coi VVF dell’Emilia-Romagna.

Da lunedì 11 sono attivi anche nuclei di geometri volontari a supporto dei Comuni (6 ogni giorno, 4 ad Argelato, 2 a Castel Maggiore) per rilevamento danni, compilazione schede relative e conseguente lavoro amministrativo.

Un’équipe di CRI–SEP, formata da 2 volontari (con la presenza di uno psicologo e un operatore psico-sociale) resta attivata fino a sabato 16 febbraio, a disposizione dei due Comuni più duramente colpiti.

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