Le responsabilità in Protezione civile. Il quadro attuale ed i percorsi di riforma

A Remtech (Ferrara Fiere) un confronto fra i tanti soggetti che agiscono nel sistema

23.09.2017

convegno_responsabilità1

Bologna, 23 settembre 2017 - Nell’ambito della fiera Remtech, a Ferrara, venerdì 22 settembre si è svolto un incontro pubblico sul tema delle responsabilità nell’ambito della protezione civile. A confronto, chiamati dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, il Prefetto di Ferrara Michele Tortora, l’assessore regionale Paola Gazzolo, docenti di scienze giuridiche e di scienze ambientali (Michele Caianiello e Alessandro Gargini), rappresentanti del volontariato (Volmer Bonini) e dell’Anci (Paolo Masetti), il comandante Regione E-R Carabinieri Forestale Giuseppe Giove, il direttore dell’Ufficio Volontariato e risorse del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Roberto Giarola.

Obiettivo dell’incontro, fornire un’occasione di approfondimento sui vari aspetti che ruotano intorno al tema delle responsabilità, in capo alle figure istituzionali ed operative del sistema di protezione civile, nello svolgimento delle attività di previsione e gestione delle emergenze.
Gli appunti che seguono si limitano a riassumere, senza alcuna pretesa di organicità, le principali suggestioni emerse dagli interventi.

La protezione civile è una lente di ingrandimento del paese reale, che nei momenti di emergenza può coglierne sia i difetti che le qualità. Il nostro paese mostra una doppia sensibilità: spesso insofferente alle regole, a parole si dice inflessibile nel chiederne l’applicazione (agli altri). Si sono compiuti grandi progressi nella gestione della risposta alle emergenze, restano ampi margini di crescita nel campo della prevenzione e della programmazione.

In Italia, ogni istituzione pubblica è costretta ad agire in un difficile equilibrio fra legalità e deroghe, a fare i conti con una quantità di leggi e regolamenti che non ha paragoni con qualsiasi altro paese. Si assiste alla difficoltà di far accettare ai cittadini i costi della prevenzione e il necessario cambio di paradigma: l’individuo non deve più sentirsi un consumatore di sicurezza, che si limita a pretendere una prestazione dalle istituzioni preposte, ma deve diventare un soggetto attivo della sicurezza.

Quando si arriva nelle aule di tribunale, non è facile trovare interpretazioni univoche. Le responsabilità individuali – in termini di negligenze, inadempienze, mancata informazione – che concorrono a provocare un reato colposo, presentano una serie di punti critici che si ripetono: sistema di allertamento, informazione alla popolazione, predisposizione e aggiornamento dei piani di prevenzione, funzionamento concreto della protezione civile. Paradossalmente, possono diventare oggetto dell’azione penale due comportamenti agli antipodi: il procurato allarme e il mancato allarme. Resta confusa l’individuazione delle posizioni di responsabilità quando un evento muta di dimensione in tempi brevi, rispetto ai dati previsionali. Va scongiurato il rischio che le autorità pubbliche, anziché dedicare ogni energia alla più efficace strategia di intervento, adottino comportamenti difensivi e di autotutela, per scansare i rischi di denuncia.

È altresì evidente che già ci sono norme per l’emergenza che non trovano applicazione perché richiedono un’assunzione di responsabilità, innanzitutto da parte dei sindaci, che molti vivono con preoccupazione, finendo per preferire le procedure ordinarie, molto più lente e inadeguate.

Occorre impegnare più risorse per aumentare la conoscenza diffusa delle vulnerabilità del territorio. Un accurato monitoraggio e una conoscenza approfondita sono condizioni preliminari anche alla quantificazione dei danni, una volta superata l’emergenza. È altresì evidente che conoscere i rischi potenziali è un aspetto decisivo per adottare i piani di prevenzione e i comportamenti più opportuni, quando il rischio si trasforma in calamità.

Ai sindaci è oggi assegnata una responsabilità sproporzionata alle effettive possibilità di esercitarla: alla massima autorità formale spesso corrispondono minime risorse concrete. Nella gran parte dei Comuni, soprattutto quelli di minori dimensioni, mancano le professionalità per coadiuvare il sindaco nelle scelte in materia di protezione civile. Il paradosso è che il sindaco eredita le responsabilità anche per le conseguenze a medio-lungo termine di atti compiuti dai predecessori. La prima responsabilità dei sindaci dovrebbe essere quella nei confronti dei propri concittadini, da informare correttamente, semplicemente e tempestivamente; ma gli obblighi di informazione restano ancora generici. Da ogni sistema di allertamento ci si deve aspettare segnali chiari, che non si prestino a malintesi, a cui debbano seguire atti già pianificati.

In generale, è necessario rendere più chiaro chi fa cosa, le specifiche competenze e i profili di responsabilità in capo ai vari soggetti che agiscono nel sistema di protezione civile. Un ruolo cruciale di coordinamento va esercito dalle Prefetture e dall’Agenzia regionale. Occorre agire per non lasciare soli i sindaci, a fronte di eventi sempre più frequenti e potenzialmente pericolosi. In questo ambito, l’Emilia-Romagna può contare su un volontariato diffuso, ben organizzato, formato e qualificato, da considerare un autentico perno del sistema.

Nell’insieme, dal confronto avvenuto a Remtech 2017, emergono urgenti aspettative sui contenuti dei decreti attuativi che il Governo, d’intesa con i principali attori del sistema, sta per ultimare, dopo l’approvazione della Legge delega di riordino della Protezione civile.

Azioni sul documento
Pubblicato il 23/09/2017 14:24 — ultima modifica 23/09/2017 14:24
Approfondimenti

Agenzia di Protezione Civile Regione Emilia-Romagna- Cod fiscale 91278030373

Viale Silvani 6, 40122 Bologna - tel. +39 051 527 44 04 - fax +39 051 558 545

email: procivsegr@regione.emilia-romagna.it , ​procivsegr@postacert.regione.emilia-romagna.it

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it

Strumenti personali