Cosa sta cambiando con il Codice Colore e le nuove procedure di allertamento

In protezione civile, un seminario per Sindaci e referenti dei Comuni

Bologna, 15 novembre 2017. Un confronto fra istituzioni su come rendere più efficaci le procedure di allertamento regionale e dare nuovo slancio alla pianificazione d’emergenza nei Comuni: su questi temi si è svolto il seminario “Allertamento e pianificazione d’emergenza di protezione civile”, presso la sede bolognese dell’Agenzia. Obiettivo dichiarato: offrire un supporto ai Comuni per acquisire e affinare strumenti e metodologie utili a organizzare il sistema locale di protezione civile, con una particolare attenzione alle potenzialità della piattaforma web AllertaMeteoER (https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it/).

Il seminario è stato aperto dagli interventi dell’assessore regionale Paola Gazzolo e del Presidente ANCI Emilia-Romagna Daniele Manca. Entrambi hanno auspicato una migliore collaborazione fra i diversi livelli istituzionali, una relazione costruttiva che serva ad affrontare le specifiche responsabilità, in sede di previsione e in corso d’evento, e ad attrezzare le comunità locali di fronte ad emergenze ambientali sempre più frequenti.

“In questi due anni si sono fatti molti passi avanti per non lasciare soli i Sindaci, in quanto autorità di protezione civile, di fronte a eventi impegnativi e potenzialmente pericolosi”, ha detto Gazzolo; “la Regione ha investito su strumenti come la piattaforma web e sul nuovo sistema di allertamento. È vero che le Allerte possono apparire eccessive, sempre più frequenti, ma gli eventi indotti dal cambiamento climatico risultano sempre più ravvicinati e ci pongono difficoltà inedite”. L’assessore ha poi affermato che ogni azione finalizzata a diffondere le previsioni dei fenomeni e gli effetti attesi è essenziale per affermare una cultura del rischio e dell’autoprotezione, e produrre comportamenti utili, sia da parte dei Comuni che dei singoli cittadini.

A sei mesi dall’inizio della sperimentazione sulla piattaforma web AllertaMeteoER, ecco alcuni fra i dati diffusi nel corso del seminario. Sono state emesse 91 Allerte (136 codice Giallo, 26 codice Arancione, 5 codice Rosso), il portale ha misurato 82.000 contatti, sono 1.865 i follower su Twitter (attivo h24) il 70% dei quali è costituto da privati e aziende. Ma solo l’8% dei Comuni ha già siglato la convenzione con l’Agenzia di protezione civile per il pieno utilizzo del portale.

È poi intervenuto Sandro Nanni, responsabile del centro funzionale Arpae ER, che ha ricordato come la nuova procedura si ponga l’obiettivo di focalizzare il rischio effettivo, intrecciando la pericolosità dell’evento previsto con la vulnerabilità del territorio e il numero delle persone esposte. Dei vari fenomeni valutati quotidianamente con il codice colore, i temporali sono quello con la maggiore incertezza previsionale. I primi mesi di esperienza consentono di fare una valutazione attenta delle soglie originariamente identificate per “far scattare” i codici colore, ma Nanni ha anche richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire una costante manutenzione della rete regionale di pluviometri e idrometri.

Per Maurizio Mainetti, Direttore dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, l’oggetto del confronto non può che essere come rendere più sicuri i cittadini. Per farlo, occorre svolgere un’attenta verifica delle procedure adottate, che pure hanno mostrato un’immediata utilità almeno sul piano delle relazioni fra le due Agenzie, e dello strumento utilizzato, la piattaforma AllertaMeteoER. Non si può recedere dalla scelta di mettere a disposizione di Comuni e cittadini tutte le informazioni utili - sia in fase di previsione che di scenari attesi, che gli sviluppi in corso di evento - se si vuole esercitare una consapevole responsabilità. La priorità della prossima fase dovrà essere quella di portare molti Comuni a iscriversi alla piattaforma web, e l’Agenzia si mette a disposizione per agevolarli a utilizzarne in pieno le varie potenzialità.

Nel corso del seminario, due funzionarie dell’Agenzia di protezione civile hanno illustrato due casi di studio, due simulazioni su eventi avvenuti nel 2014, per evidenziare cosa sarebbe successo con il nuovo sistema di allertamento. I fatti sono avvenuti lungo il fiume Reno dal 4 al 6 gennaio 2014 e sul Santerno il successivo 20 settembre. Nel primo caso, si è assistito a una pioggia di media intensità e di lunga durata; nel secondo, a temporali di forte intensità (raggiunti massimi storici) concentrati in poche ore. In comune, le due vicende mostrano come le nuove procedure appaiano più tempestive e flessibili sul piano previsionale, con una maggiore precisione circa le ricadute territoriali; anche in corso di evento, si sarebbe provveduto a comunicazioni più specifiche, rimodulate Comune per Comune, diversificando sia la tempistica che il livello del rischio.

Infine, un altro funzionario dell’Agenzia ha ricapitolato le misure necessarie ad ogni Comune per aggiornare il proprio Piano di protezione civile alla luce delle nuove procedure di allertamento. Serve approntare tre semplici documenti: sugli scenari di evento, sull’organizzazione interna e sulla comunicazione ai cittadini.

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Pubblicato il 15/11/2017 16:03 — ultima modifica 15/11/2017 16:03

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