Per saperne di più sulla nuova Agenzia

La struttura

Il percorso normativo che ha portato alla nuova struttura regionale è un effetto della legge di riordino (L.R.13/2015) che applica la riforma avviata a livello nazionale con la Legge "Delrio" n.56/2014. Un percorso complessivo di riorganizzazione avviato a fine 2015 dalla Regione Emilia-Romagna che ha avuto l’obiettivo di semplificare e ammodernare la struttura dell’ente.
Per quanto riguarda la riforma dell’Agenzia, tre sono i passaggi cruciali.

Dal 1° gennaio 2016 sono transitati tra le schiere del suo personale 51 ex-dipendenti delle Province che hanno continuato a svolgere attività di protezione civile sul territorio.
Per ricomprendere le funzioni dei nuovi collaboratori sono stati creati temporaneamente due nuovi Servizi: Protezione civile e attività estrattive dell’Area Est (competente da Modena a Rimini) e dell’Area Ovest (Piacenza, Parma e Reggio Emilia).

Dal 1° maggio 2016 la Protezione civile regionale cambia nuovamente pelle: la struttura organizzativa si consolida, con l’acquisizione di parte delle funzioni, delle competenze e del personale dai quattro Servizi tecnici di bacino (gli Stb Po di volano e della costa, Romagna, Reno e dei bacini degli affluenti del Po), che precedentemente afferivano alla Direzione regionale Ambiente.
La struttura cambia la sua denominazione in Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile e si consolida organizzativamente, con la creazione di tre nuove articolazioni a livello territoriale: i servizi area affluenti Po, area Reno e Po di Volano e area Romagna. Contestualmente vengono istituiti altri due nuovi servizi centrali: quello chiamato Coordinamento programmi speciali e presidi di competenza e un secondo denominato coordinamento interventi urgenti e messa in sicurezza. I due servizi Protezione civile e attività estrattive area est e ovest istituiti in via temporanea a gennaio 2016, a seguito del passaggio in Regione del personale delle province, vengono soppressi.

La terza fase riguarda la revisione della Legge regionale quadro sulla protezione civile, la n. 1 del 2005 che si concluderà nel 2016 con un nuovo provvedimento sulle attività e le funzioni.

Nel settore ambientale l’intero riordino ha portato ad avere le attività di pianificazione e programmazione in capo alla Direzione regionale Cura del territorio e dell’Ambiente, mentre le funzioni tecnico-gestionali sono state suddivise tra Arpae e la nuova Agenzia di Protezione civile.
Su quest’ultima la Regione ha unificato le materie di sicurezza territoriale e protezione civile soprattutto per semplificare e meglio coordinare la gestione degli interventi in emergenza, il superamento della stessa e le fasi successive.

Le nuove competenze

La nuova Agenzia acquisisce nuove competenze, tra cui la progettazione e la realizzazione di interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico e di sicurezza idraulica, le funzioni del servizio di piena, il nullaosta e la sorveglianza idraulica, la gestione dell’idrovia ferrarese.

Ai tre nuovi servizi sul territorio, Servizio Area Affluenti Po, Area Bacino del Reno e Po di Volano ed Area Romagna, sono affidate più nel dettaglio:

  •   il coordinamento delle attività di presidio territoriale, di protezione civile di gestione dei rischi;
  • le funzioni di polizia idraulica e di servizio di piena;
  • gli interventi programmati di messa in sicurezza del territorio in materia di rischio idraulico ed idrogeologico;
  • gli interventi di difesa del suolo e della costa (progettazione, direzione lavori e monitoraggio tecnico);
  • il coordinamento e la gestione del volontariato di protezione civile a livello locale;
  • in materia sismica, la gestione delle procedure di rilascio delle autorizzazioni, di controllo sulle costruzioni e sugli interventi
  • i procedimenti in materia di polizia mineraria e di attività estrattiva e l’aggiornamento del catasto delle attività estrattive

Il Servizio Area Reno e Po di Volano cura inoltre le attività di programmazione e attuazione degli interventi di navigazione interna e gestione dell’idrovia ferrarese e svolge le funzioni di Ispettorato di porto, polizia di navigazione di competenza regionale e soccorso in appoggio al turismo fluviale.

Il personale e la dislocazione territoriale

A livello di numeri del personale si è passati da una agenzia che contava 93 di collaboratori a sfiorare le 500 unità (483 persone). E da una sede centrale a Bologna affiancata dai due magazzini logistici CREMM e CERPIC (a Tresigallo) ad una dislocazione più articolata a livello locale, coi collaboratori impegnati tra Bologna e i tre Servizi territoriali, a loro volta suddivisi in nove ambiti provinciali. Le sedi sono dunque dieci: quattro per l’area Romagna (Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini), quattro per l’area Affluenti Po (Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena), Bologna e Ferrara per l’area Reno e Po di Volano.

La comunicazione: logo e sito

Sul piano della comunicazione è in itinere un percorso di ideazione e adozione di un logo rinnovato per la Protezione civile regionale, che rispecchi il nome e le funzioni attuali. Il simbolo, che servirà a rendere riconoscibile l’Agenzia anche sulle divise, le auto e i mezzi di soccorso, le tende, è oggetto di una delibera regionale che dovrà essere sottoposta all’approvazione della Giunta.

Più lungo e complesso invece il lavoro che sfocerà nel restyling del sito dell’Agenzia di Protezione civile, inglobando le sezioni, le informazioni e le pagine di struttura che riguardano gli ex servizi tecnici di bacino.

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Pubblicato il 28/07/2016 15:57 — ultima modifica 28/07/2016 15:57

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