giovedì,  27 giugno 2019

“Tra il dire e il fare”: un incontro tecnico- informativo sulla gestione dei beni culturali in emergenza

Buone prassi e conoscenze da armonizzare per dare operatività al Piano nazionale rischio sismico in Emilia-Romagna

Bologna – Si è aperta con i saluti a distanza del Capo Dipartimento della Chiesa San Felice sul Panaro lesionata dal sisma 2012Protezione civile Angelo Borrelli, la giornata informativa “Tra il dire e il fare. Metodi, procedure e competenze per i beni culturali in caso di emergenza”, promossa dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile insieme all’Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali ed al Segretariato del Ministero per i Beni e le attività culturali dell’Emilia-Romagna (Mibac). L’incontro nasce con l’obiettivo di mettere a confronto metodologie e procedure utilizzate dalla Protezione civile regionale e dagli uffici del Ministero per la gestione dei beni culturali in caso di emergenza, per verificare lo stato dell’arte sulle normative di settore e sui metodi che sovraintendono l’attività di ciascun settore e confrontare le prassi operative utilizzate nelle fasi emergenziali connesse a eventi estremi come terremoti e alluvioni.

I lavori sono stati avviati dal direttore dell’Agenzia regionale Maurizio Mainetti che ha parlato del Piano nazionale rischio sismico in Emilia-Romagna. Per declinarlo e renderlo efficace a livello locale è importante “la ricognizione e la raccolta dati degli elementi esposti al rischio sul territorio regionale, tra cui anche i beni tutelati”. Fondamentale trovare “modalità di condivisione di conoscenze e informazioni in possesso dei diversi attori coinvolti ed armonizzare gli aspetti organizzativi in tempo di pace ed in corso di emergenza”.

Sono seguiti gli interventi di Corrado Azzollini, segretario regionale del Ministero per i beni e le attività culturali che ha auspicato di dare seguito a questo primo incontro attraverso tavoli tecnici operativi con il mandato di condividere gli elementi conoscitivi sul territorio e definire le competenze durante le emergenze. Il ruolo che può rivestire l’IBACN è stato illustrato dalla sua direttrice, Laura Moro secondo la quale “in tempi quieti” l’Istituto può assicurare "un’ampia competenza rispetto ai sistemi informativi e alle conoscenze sui beni tutelati, sugli aspetti formativi, sui processi organizzativi grazie alla rete di contatti distribuita sul territorio". Un fronte invece da costruire quello dell’apporto di IBACN nelle fasi emergenziali.

Stefania Renzulli, architetto in forze presso il Dipartimento nazionale della Protezione civile ha assicurato il supporto alle Regioni sugli aspetti formativi inerenti l’applicazione del Piano nazionale rischio sismico ed ha sottolineato l’importanza delle esercitazioni come momento di test delle fasi di pianificazione dell’emergenza. E' intervenuto anche il direttore regionale dell’Agenzia per la ricostruzione Enrico Cocchi, portando la testimonianza del modello organizzativo creato a seguito del sisma Emilia-Romagna 2012.

Ilaria Di Cocco (Segretariato regionale del Mibac) ha illustrato alcuni strumenti a disposizione di tecnici e funzionari per l’individuazione dei beni tutelati (nelle varie accezioni di beni culturali, archeologici, archivistici, librari, paesaggistici); in particolare una banca dati della Sovrintendenza che incrocia diverse fonti informative, dalle mappe catastali agli archivi ecclesiastici, fornendo una significativa mole di documentazione georeferenziata del patrimonio emiliano-romagnolo, disponibile per una consultazione ad accesso accreditato.

Dopo il saluto del nuovo direttore regionale del Vigili del fuoco Marco Ghimenti, è intervenuto il presidente del comitato regionale di coordinamento del volontariato Volmer Bonini. Dei circa 18mila volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna, ha riferito Bonini, “tanti sono specializzati nella attività di salvaguardia del patrimonio culturale. C’è piena disponibilità da parte dei volontari a mettersi a disposizione delle forze in campo nella tutela dei beni, a supporto di chi ha la titolarità della gestione in emergenza”. Processi formativi, addestramenti univoci a livello regionale e condivisi con tutti i soggetti implicati (sovrintendenze, carabinieri, vigili del fuoco, esercito) sono stati auspicati dal rappresentante del mondo del volontariato regionale.

L’incontro si è concluso con le testimonianze di due esperienze locali: quella della Regione Friuli Venezia Giulia sul volontariato nei beni culturali e sulla movimentazione delle opere d’arte in emergenza (Elisabetta Francescutti della Sovrintendenza ABAP) e quella della Sovrintendenza di Ravenna (Giorgio Cozzollino) sulla messa in sicurezza dei beni mobili e degli spazi ad uso deposito, con l’esempio di Cesena. Gli interventi conclusivi hanno riguardato la funzione tecnica in emergenza sismica (Antonio Beniamino Costantino dell’Agenzia regionale Protezione civile) e le squadre di rilievo del danno (Gabriella Goretti, Segretariato regionale Mibac).

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