lunedì,  26 ottobre 2020

Incendi boschivi: un bilancio del 2020, l’anno con la più lunga “fase di attenzione”

L’episodio più rilevante a Casola Valsenio, forti differenze geografiche, le limitazioni imposte dalla pandemia

Bologna - In videoconferenza, il 22 ottobre, si è svolta un’analisi delle situazioni più rilevanti rilevate nei mesi scorsi nel contrasto agli incendi boschivi; al confronto hanno partecipato tutte le componenti del sistema regionale, l’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile, il volontariato, la direzione regionale dei Vigili del fuoco, il Comando regionale Carabinieri forestale, ARPAE, ANCI e la Direzione cura del territorio e dell’ambiente della Regione.Segnaletica di pericolo incendi

L’anno 2020 verrà ricordato per la difficile convivenza con la pandemia, che ha seriamente complicato la gestione ordinaria della SOUP (la sala operativa unificata ha funzionato in modo virtuale, limitando al minimo le presenze fisiche), e l’azione sul campo dei soggetti impegnati nello spegnimento, nella ricognizione dei danni, nell’accertamento delle responsabilità, nell’avvistamento. È nota l’importanza delle attività formative, ma è stato impossibile svolgere corsi in presenza ed esercitazioni sul campo.

Il clima, invece, è stato abbastanza favorevole. Nel 2020 non è mai scattata la “fase di grave pericolosità”, sono mancate quelle ondate di calore che in altre occasioni avevano contribuito alla propagazione di incendi. Tuttavia, la scarsità di piogge, soprattutto nelle zone più orientali della regione (Romagna e ferrarese) ha fatto sì che la “fase di attenzione” – corrispondente al Codice Giallo, secondo le indicazioni del Dipartimento nazionale di protezione civile – si sia protratta come mai in passato, per un totale di 91 giorni, fino allo scorso 4 ottobre.

Da anni, anche in Emilia-Romagna si assiste a un cambiamento climatico, che provoca nuove criticità. A un’estate tranquilla, hanno corrisposto situazioni critiche per gli incendi boschivi già nei mesi di marzo e aprile. E le differenze geografiche, all’interno del territorio regionale, non sono mai state così marcate: fra le zone più occidentali (piacentino e parmense) e quelle più orientali, si sono misurate forti scarti negli indici di suscettività e di propagazione degli incendi.

L’episodio di gran lunga più rilevante – tale da richiedere l’intervento di un Canadair – si è verificato a fine agosto nel territorio comunale di Casola Valsenio (RA), interessando una superficie di oltre dieci ettari.

Ogni settimana, da fine maggio ai primi di ottobre, la situazione è stata riesaminata in riunioni online, con la presenza dei diversi attori del sistema regionale. Ogni volta, sul sito della nostra Agenzia è stato pubblicato un Bollettino di informazione ai cittadini, secondo la logica del Codice Colore. Di Bollettini, nel 2020, ne sono stati emessi 19: 5 Colore Verde, 10 Colore Giallo, 4 con il Giallo limitato a quattro province (RN, FC, RA e FE). Nel 2021, l’obiettivo è trovare nuove forme per diffondere questi messaggi.

Oltre al quadro meteorologico, nelle periodiche riunioni online, venivano analizzati gli incendi riscontrati e le segnalazioni di abbruciamenti. Ai cittadini, si è sempre raccomandato di gestire con la massima cautela gli abbruciamenti di stoppie, legname e altri residui vegetali durante i lavori agricoli e forestali, evitando gli abbruciamenti in presenza di vento, e limitandosi alle prime ore della giornata. Una significativa criticità appare quella dei mozziconi di sigaretta lanciati dagli automobilisti ai bordi della strada: malcostume spesso dannoso, a volte pericoloso, sul quale si interverrà con un’apposita campagna di comunicazione.

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pubblicato il 2020/10/26 10:43:00 GMT+1 ultima modifica 2020-10-26T10:45:18+01:00

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