lunedì,  5 luglio 2021

Taglio del nastro a Baiso (Re) per l'anello "Cà Vai" tra le argille del Rio Giorgella

Un itinerario di circa 4 chilometri da località Casale fino al fondovalle del Rio. Un progetto finanziato dalla Regione con 110 mila euro

Bologna - Dove c’era una cava di argilla, oggi c’è un sentiero minerario e naturalistico. Un Assessore Priolo, inaugurazione Ca' Vai (Re)itinerario di circa 4 chilometri che si percorre in tre ore di cammino: inizia in località Casale, in comune di Baiso (Re), e permette di arrivare nel fondovalle del Rio Giorgella attraversando un paesaggio spettacolare, al punto da essere inserito tra i geositi dell’Emilia-Romagna. Il tutto nella stessa porzione di territorio sottoposta in passato a uno sfruttamento molto intenso, causato dalla presenza di due poli estrattivi.

Lo studio è stato realizzato dal Comune di Baiso in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, la Provincia di Reggio Emilia e operando in stretto rapporto di collaborazione e confronto con i Servizi regionali di difesa del suolo e geologico. Baiso è inoltre stato inserito tra i “casi di studio” del progetto europeo ‘Minland’, di cui l’Emilia-Romagna è uno dei 22 partner: l’obiettivo è promuovere azioni e strategie per una pianificazione sostenibile delle materie prime, mettendo in luce le buone pratiche di convergenza e sinergia tra i diversi usi del suolo e i vari interessi di sfruttamento.

Il percorso Cà Vai 
L’anello escursionistico di Cà Vai ambisce a valorizzare l’eccezionale patrimonio paesaggistico e naturalistico costituito dalle argille varicolori del bacino del Rio Giorgella. Prende il via in Località Casale a quota 500 metri sul livello del mare e supera un dislivello di 200 metri, con una lunghezza di 4,1 chilometri. Facilmente percorribile e rivolto a tutti, permette di incontrare la quasi totalità degli ambienti naturali che contraddistinguono il sito minerario di Baiso-Ca’ Monte e rio Giorgella, oltre ai residui di lavorazione delle vecchie cave. L’osservatore può quindi cogliere le complesse interazioni che esistono tra diversi contesti ecologici, vegetazionali, morfologici e litologici situati all’interno di questo emblematico territorio che per la sua spettacolarità è stato in parte riconosciuto come geosito dell’Emilia-Romagna.  

La storia delle cave d’argilla a Baiso 
Baiso (Re) ha costituito un centro importante per l’approvvigionamento delle argille che, a partire dalla metà del secolo scorso, sono state alla base della nascita e dello sviluppo del polo ceramico di Sassuolo-Scandiano. Questo trend, positivo fino alla fine degli anni Ottanta, si è poi interrotto con l’arrivo di nuove tipologie produttive basate sulle ceramiche a pasta bianca, che hanno determinato un consistente cambiamento delle materie prime utilizzate. 

Ad oggi il territorio comunale è quindi contraddistinto dalla presenza di aree di cava dismesse situate in luoghi di notevole pregio ambientale e paesaggistico, che hanno assunto a seguito dell’abbandono un aspetto suggestivo con estesi affioramenti di argille policrome.    

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ultima modifica 2021-07-05T08:03:28+01:00
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