martedì,  9 marzo 2021

Bondeno (Fe), interventi urgenti sul fiume Reno e sull’Opera Po e lungo il Cavo Napoleonico

Completati in pochi mesi cinque interventi urgenti per il ripristino della funzionalità dell’Opera Po e della manutenzione arborea all’interno dell’alveo del fiume Reno e del Cavo Napoleonico. Costo complessivo dei lavori 750 mila euro

Ferrara - Gli eventi atmosferici sul territorio ferrarese occorsi nell’ottobre 2018 e nel novembre 2019, hanno evidenziato diverse situazioni di rischio idraulico causate dagli eventi di piena nel fiume Reno, motivo per cui in diversi momenti sono stati stanziati finanziamenti per interventi di ripristino urgenti, oltre a sostegni per la manutenzione arborea resasi necessaria per permettere il regolare deflusso delle acque.  

Andando con ordine, l’intervento più cospicuo si è concluso sulla così detta Opera Po, dove si è ripristinato con urgenza la funzionalità elettromeccanica ed idraulica dell’impianto. La tipologia di intervento ha permesso anche la ripresa delle opere murarie danneggiate nell’ultimo tratto del Cavo Napoleonico, compreso l’impianto di scarico del canale emissario del Burana. I lavori sono stati realizzati dalla società GPG di Albignasego (PD), coperti con finanziamenti statali per un costo complessivo di quasi 180 mila euro (decreto del commissario straordinario n. 135 del 2 luglio 2020). 

Il secondo intervento di somma urgenza si è realizzato sempre nel comune di Bondeno a salvaguardia dell’operosità del fiume Reno e del Cavo Napoleonico. Per mitigare il rischio idraulico derivante dalle piene in questo tratto di fiume, si è operato il taglio, la rimozione di alberature divelte e pericolanti all’interno dell’alveo e la ripresa degli argini crollati. In questo caso è intervenuta la Cooperativa Montana Valle di Brisighella (RA) e il costo della manutenzione ha impegnato altri 180 mila euro, finanziati interamente dallo Stato. (decreto del commissario straordinario n. 40 del 28 marzo 2020).

Questi due interventi sono stati anticipati da altri lavori di somma urgenza concertati dai tecnici dell’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile per ripristinare prima possibile le funzionalità degli impianti Opera Reno, Opera Po e manutenere il lungo tratto dello Scolmatore del Reno (il canale artificiale conosciuto come il Cavo Napoleonico), manufatto di estrema importanza che si attiva manualmente per dirottare una parte delle piene del fiume Reno scaricandole nel fiume Po.

Tali attività di manutenzione straordinaria si sono concluse a metà dello scorso anno grazie a tre stanziamenti urgenti: 100 mila euro per sistemare tutta una serie di parti strutturali senza i quali non si poteva garantire un’adeguata efficienza degli impianti di adduzione e scarico dello scolmatore (decreto n. 127 del 20 agosto 2019); 150 mila euro per il ripristino dell’impianto Opera Reno e tratto iniziale Cavo Napoleonico e 140 mila euro per ripresa urgente di tane di animali fossori nel corpo arginale del fiume Reno e Cavo Napoleonico (decreto n. 54 del 2 aprile 2020).

Il primo intervento sull’Opera Po

Bondeno (FE), manutenzione Opera PoLa causa di questo deterioramento è dovuta ad una somma di fattori: gli alti livelli idrometrici registrati nel corso principale del fiume Reno e i picchi di quota all’interno dell’alveo hanno comportato un uso prolungato nel tempo e a quote elevate del Canale Cavo Napoleonico, opera idraulica deputata a scolmare parte delle portate di piena Reno. Oltre a mettere sotto stress lo stesso canale, ne ha risentito tutto l’impianto elettromeccanico che regola la regimazione delle acque. Tutto questo comportava un elevato rischio in termini di efficacia del sistema Cavo Napoleonico. È opportuno specificare che un eccessivo aumento delle quote di acque all’interno dello scolmatore, mette a rischio esondazione le zone limitrofe urbanizzate.

Riguardo all’opera idraulica, nell’ultimo tratto del canale stesso (compreso l’impianto scaricatore del Burana), si sono evidenziate problematiche strutturali come il funzionamento del sistema illuminante notturno, il cedimento del manto di copertura del piazzale di sosta dei mezzi d’emergenza, il mancato funzionamento di un carro portico dovuto all’impossibilità di accedere agevolmente agli organi operativi per effettuare lo sbloccaggio e l’azionamento delle paratoie della chiavica e della contro chiavica, risultato estremamente difficoltoso a causa di problematiche riscontrate nei supporti di sostegno agli assi di trasmissione del moto e a causa della ulteriore snervatura delle lamiere e del disassamento meccanico dei lunghi vitoni di sollevamento delle paratoie.

Bondeno (BO), rimozione della torre faroSi è quindi intervenuti con una importante e scrupolosa manutenzione straordinaria per ristabilire la piena funzionalità dell’opera idraulica localizzata a Bondeno (Fe), che ha compreso anche un intervento di taglio di vegetazione che ostacolava lo scarico e l’accesso nei pressi degli impianti Opera Po e Burana. 

Il secondo intervento sul fiume Reno e sul Cavo Napoleonico

Le reiterate precipitazioni in periodi medio lunghi danno origine ad un elevato carico di portate sempre maggiori concomitanti con quelle del fiume Po. Quindi, l’utilizzo del canale a quote sempre maggiori nel tratto finale, interessa principalmente le sponde interne delle arginature. La parte interna delle arginature era pressoché caratterizzata dalla continua presenza di alberature, cespugli e vegetazione eterogenea che impedivano il transito, la sorveglianza e qualsiasi intervento di manutenzione delle stesse, compresa l’individuazione e la chiusura delle tane di volpi, tassi ed istrici, cause soventi di smottamenti.

Legname accatastato, alveoSi è quindi intervenuti con il taglio e l’asportazione della vegetazione cresciuta all’interno dell’arginatura, che per la presenza di una forte matrice sabbiosa e quindi sensibile a fenomeni di sradicamento delle piante più sviluppate fino ad interessare lo scalzamento delle protezioni in calcestruzzo costruite da oltre mezzo secolo. La vegetazione collassata all’interno dell’alveo aveva determinato micro-frane e - seppur di lieve entità - possono creano a loro volta fenomeni erosivi più ampi in presenza di importanti scarichi di piena.

La lavorazione lungo il fiume Reno ha comportato anche la costruzione di rampe di accesso e la messa in opera di una protezione con sbarramenti metallici per impedire l’accesso alle pertinenze del demanio idraulico.

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