martedì,  19 ottobre 2021

Faenza (Ra). Protezione civile impegnata nelle operazioni di brillamento di una bomba

Evacuate cento persone durante le operazioni di bonifica dell’ordigno bellico rinvenuto a Granarolo Faentino (Ra). 23 volontari del Coordinamento di Ravenna attivati dall’Agenzia

Ravenna – Domenica scorsa un ordigno bellico inesploso, ritrovato a fine settembre durante l'aratura di un campo a Granarolo Faentino (Ra), è stato fatto brillare in una zona isolata nel comune di Solarolo (Ra).Brillamento bomba

L'ordigno era una bomba d'aereo di fabbricazione statunitense da 500 libbre (circa 226 chilogrammi), risalente alla Seconda guerra mondiale.

Le delicate operazioni di bonifica, curate da un team di specialisti dell’8° reggimento Genio guastatori paracadutisti di Legnago (Vr), sono iniziate a seguito del completamento delle procedure d’evacuazione, che hanno interessato 105 residenti all’interno dell’area di sgombero, con un raggio di circa ottocento metri dal luogo di rinvenimento.

Gli artificieri hanno prima messo in sicurezza l’ordigno, per poi rimuoverlo e trasportarlo presso l’area appositamente individuata a Solarolo, dove è stato fatto brillare. Il COM (Centro operativo misto), da cui sono state coordinate le operazioni di brillamento, è stato allestito nei locali della scuola media Bendandi a Granarolo Faentino (RA).

COM allestito a Granarolo FaentinoA supporto delle forze dell’ordine e del Comune di Faenza, per il presidio dei cancelli e dell’area di brillamento, per l’accoglienza della popolazione e per la presenza al COM, sono stati impiegati 23 volontari di protezione civile (in prevalenza del territorio faentino) del Coordinamento provinciale di Ravenna.

In particolare, i volontari, attivati dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e protezione civile (sede di Ravenna), hanno fornito un puntuale e prezioso supporto durante ogni fase dell’attività di rimozione e messa in sicurezza dell’ordigno bellico. Le attività sono state coordinate dalla Prefettura di Ravenna unitamente al Comune di Faenza e all’Unione della Romagna Faentina.

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