lunedì,  8 agosto 2022

Appennino parmense, via al monitoraggio dei dissesti. Pronti sei cantieri finanziati dalla Regione con 63mila euro

I lavori di analisi e monitoraggio nei comuni di Bardi, Corniglio, Neviano, Solignano e Tizzano Val Parma

Parma - Tutto pronto per l’apertura di sei nuovi cantieri per l’analisi e il monitoraggioStrumenti per indagini e monitoraggi, dissesto, frana dei dissesti in varie località dell’Appennino parmense.
Con l’affidamento di un primo lotto da 63mila euro per rilievi ed indagini geognostiche, mirati a determinare le caratteristiche tecniche dei terreni e delle rocce, prende il via una campagna di studio   indispensabile per il monitoraggio e la conoscenza delle frane e per la progettazione degli interventi di consolidamento dei versanti. 
Per il 2022 i dissesti su cui indagare si trovano nelle località di Pione in comune di Bardi, Miano e Sauna in comune di Corniglio, Bertogallo in comune di Neviano Arduini, Catangeli in comune di Solignano e Anzolla in comune di Tizzano Val Parma
La progettazione e la direzione degli interventi, finanziati con fondi del programma triennale dei lavori pubblici 2022/24, è svolta dai tecnici dell’Ufficio territoriale della sede di Parma dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile. 

Strumenti per indagini e monitoraggi, dreno, dissesto, franaCome si svolgono le indagini
La campagna prevede indagini di tipo diretto con l'installazione di inclinometri e piezometri per definire con maggior precisione il piano di scivolamento del corpo di frana e il livello della falda. Questa operazione consentirà di dare inizio, e proseguire nel tempo, una fase di monitoraggio e di controllo dell’evoluzione dei movimenti franosi.

Nei casi in cui l'area da investigare sia inaccessibile alle macchine perforatrici o di dissesti molto estesi in cui i sondaggi verticali non chiariscono la situazione del substrato, ci si affiderà ad indagini indirette come quelle geofisiche o sismiche.
Si tratta di metodi non invasivi che consentono di ricostruire il modello del sottosuolo grazie a ricostruzioni bi-tridimensionali e analizzando la variazione di alcune proprietà dei terreni come elasticità, densità, conducibilità elettrica. 
In relazione alle diverse metodologie d’indagine, ed in presenza di particolari condizioni, le prove geofisiche sono utilizzate per ricostruire la profondità e l’andamento del substrato roccioso definendo le qualità meccaniche dei terreni di copertura e di quelli di substrato. 
Inoltre, sono finalizzate a definire la profondità e lo spessore di acquiferi, anche profondi. 

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