martedì,  9 agosto 2022

Conclusi i lavori di consolidamento sulla storica frana in località Querciola, nel comune di Lizzano in Belvedere (Bo)

in sicurezza l’abitato e la provinciale Gaggio-Masera. Intervento da 580mila euro della Regione per realizzare trincee drenanti e rivestimenti anti-erosione con l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica

Bologna -Tornano in sicurezza l’abitato di Querciola e la strada provinciale Gaggio-Masera.Querciola: fine lavori sulla nicchia della frana. Momento dell'idrosemina Sull’Appennino bolognese, nel comune di Lizzano in Belvedere, sono terminati i lavori di consolidamento della grande frana che si era sviluppata a valle dell’abitato e progressivamente ampliata fino a lambire l’importante collegamento fra i comuni di Lizzano e Gaggio Montano.

In tutto sono stati investiti dalla Regione 580mila euro, per un intervento sulla parte alta del versante, progettato dai tecnici dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile.

I lavori realizzati
Querciola: i dreni inseriti nella nicchia della franaNel corpo di frana vero e proprio sono stati realizzate tre trincee, per una lunghezza complessiva di 150 metri, per drenare terreni e fossi e garantire così la regimazione ordinata delle acque di scolo. Per migliorare ulteriormente la stabilità al versante, tutta l’area di intervento è stata rimodellata movimentando e ricompattando il terreno.

La scarpata principale del versante, soggetta a erosione progressiva, è stata inoltre protetta con un rivestimento in reti metalliche accoppiate a bio-reti antierosione in fibre naturali, fissate alle pareti con funi di acciaio.

Alla base della scarpata, sono stati realizzati 189 metri di drenaggi sub-orizzontali per intercettare e raccogliere le acque sotterranee

Per favorire un maggiore radicamento sulle pareti, all’interno delle maglie del geo composito è stata inserita un’armatura vegetale composta da piante erbacee autoctone abbinate a microrganismi del suolo. A protezione delle scarpate laterali, sono state stese reti in fibra di cocco.

Questa corposa piantumazione si è conclusa con l’idrosemina, tecnica di ingegneria naturalistica utilizzata per rinverdire le superfici e consolidare così ulteriormente lo strato di copertura erbosa che nel tempo proteggerà il terreno dall’erosione.

Tutte le informazioni sui lavori in corso in Emilia-Romagna per la sicurezza del territorio si trovano sul sito https://www.regione.emilia-romagna.it/territoriosicuro.

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