giovedì,  3 marzo 2022

Gaggio Montano (Bo), terminati i lavori nell’alveo del Reno. Regione in campo con 580mila euro

L’intervento appena concluso rientra tra le opere previste sulla frana che ha investito il territorio nel 2018. A primavera un nuovo cantiere

Bologna - Si sono conclusi a Gaggio Montano (Bo), in località Marano, i lavori di sistemazioneFrana Marano: lavorazione scogliera dietro la ferrovia dell’alveo del Reno, realizzati con un investimento di 580mila euro.

Un intervento, questo, che ha visto diverse azioni per migliorare l’efficienza del fiume, in particolare nell’area vicina al centro abitato, ridurre l’erosione e aumentare le difese delle sponde. 

L’intervento sul Reno 
Per innalzare la quota di fondo dell’alveo, si è lavorato in corrispondenza del piede della frana, raccordando il nuovo livello con quello a valle tramite la realizzazione di una rampa in massi ciclopici. Rampa che ha permesso anche di mantenere la continuità morfologica del corso d’acqua, garantendo così la dissipazione di energia su tutta la lunghezza dell’opera, con un minor rischio di erosione e un aumento di stabilità. La struttura allungata favorisce, inoltre, la rinaturalizzazione del fiume; nel tempo sarà completamente integrata nell’alveo naturale, assicurando la libera risalita della fauna ittica.

Completa l’intervento la costruzione di una scogliera in corrispondenza della sponda sinistra del Reno e la sistemazione di quella sulla destra; opere, queste, che contribuiscono alla stabilità del piede della frana e sono propedeutiche ai lavori futuri. Infine, si è proceduto all’allargamento dell’alveo nel tratto a valle della frana, tra la passerella pedonale e il ponte ferroviario, migliorando l’efficienza del corso d’acqua in prossimità dell’abitato.
I lavori sono stati progettati e seguito dai tecnici della sede di Bologna dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile.

Frana Marano, panoramica restringimento fiume RenoLa frana di Marano
Attivata all’inizio di marzo 2018, la frana – lunga circa 750 metri, larga tra i 100 e i 150, con una profondità media di circa 10 metri e un volume complessivo di circa un milione di metri cubi di terra – in pochi giorni ha raggiunto l’alveo del Reno, distruggendo l’ex strada statale 64 Porrettana. Ha reso inoltre inagibili alcune case e coinvolto la linea ferroviaria Porretta-Bologna, in modo del tutto simile a quanto si era verificato nel febbraio 1996. Solo gli interventi immediati ai piedi della frana, realizzati dall’Agenzia, hanno impedito la completa occlusione del fiume evitando la formazione di un lago “effimero”, che avrebbe potuto sommergere la ferrovia. L’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese è intervenuta sul corpo della frana per una prima regimazione delle acque e per ripristinare la viabilità, mentre Rete ferroviaria italiana (Rfi) ha messo in sicurezza la linea ferroviaria.

Tutte le informazioni sui lavori in corso in Emilia-Romagna per la sicurezza del territorio si trovano sul sito: https://www.regione.emilia-romagna.it/territoriosicuro.

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