lunedì,  14 marzo 2022

Reggio Emilia, gli immobili sequestrati alla ‘ndrangheta alla Protezione civile

A Brescello (RE) la consegna ufficiale della nuova sede con il presidente Bonaccini. La Regione ha investito 120mila euro per rendere gli immobili funzionali e utilizzabili

Bologna - Prima erano in mano alla criminalità organizzata, ora sono la nuova Bonaccini inaugura la sede della protezione civile di Brescello, volontari, marzo 2022sede della Protezione civile di Brescello, in provincia di Reggio Emilia. E in questi giorni sono anche luogo di raccolta, da parte del Comune, di beni di prima necessità da inviare in Ucraina.

Per gli immobili situati in via Breda Vignazzi, appartenuti ai Grande Aracri, cosca della ‘ndrangheta calabrese, dopo la confisca si è aperto un nuovo capitolo.

All’inizio è stato necessario intervenire con una serie di opere, tra la manutenzione ordinaria e il ripristino degli impianti, ma soprattutto col trasferimento di materiali ingombranti; lavori, questi, che hanno richiesto un investimento di 150mila euro, sostenuto all’80% dalla Regione Emilia-Romagna (che ha stanziato 120mila euro) e per la cifra restante dal Comune di Brescello.

Domenica 13 marzo, il giorno più importante: la consegna ufficiale della nuova sede alla Protezione civile, presenti la sindaca di Brescello, Elena Benassi, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il prefetto e il questore di Reggio Emilia, rispettivamente Iolanda Rolli e Giuseppe Ferrari, insieme a tutti gli altri esponenti delle istituzioni, del volontariato e della società civile.

Gli immobili situati in via Breda Vignazzi, a Brescello, sono stati confiscati nel corso del procedimento “Aemilia” e nella misura di prevenzione a carico di Francesco Grande Aracri. Si tratta, nel complesso, di un insediamento di circa 900 metri quadri di spazi produttivi, a cui si aggiungono 190 metri quadri di spazi per uffici e circa 1.200 metri quadri di aree cortilive.

D’ora in poi, complesso verrà gestito alla Protezione civile che ne ha fatto la propria sede gestionale e operativa: una sede che è pure luogo di insacchettamento della sabbia utilizzata per i rinforzi arginali nell’area centro-emiliana, dal parmense al modenese, nel caso di eventi idraulici di particolare rilevanza e pericolosità.

Negli ultimi 10 anni la Regione è intervenuta - talvolta in più occasioni sullo stesso bene - su 21 beni immobili confiscati alla criminalità, stanziando, a favore degli enti destinatari di questi beni, più di 3 milioni di euro per le opere necessarie di risanamento e recupero ai fini della loro valorizzazione. Nel biennio 2020 - 2021, la Regione Emilia-Romagna ha investito 1.012.000 euro per la riqualificazione / interventi su 10 beni immobili confiscati per favorirne il riuso per finalità sociali.

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ultima modifica 2022-03-14T09:11:06+01:00
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