Introduzione

Faenza - Con l’avvicinarsi della stagione estiva e della fase di attenzione per gli incendi boschivi, il sistema di Protezione civile della provincia di Ravenna si prepara a fronteggiare il rischio attraverso formazione, uomini, mezzi e strutture operative. A questo scopo sabato 6 e domenica 7 giugno si è concluso a Faenza l’addestramento per addetti allo spegnimento incendi, nell’ambito delle attività formative programmate dal Coordinamento del volontariato di Protezione civile di Ravenna in collaborazione con la sede ravennate dell’Area Protezione Civile Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini dell’Agenzia regionale.
L’iniziativa AIB 2026 nel corso delle due giornate ha coinvolto oltre 60 volontari, di cui 52 spegnitori operativi già abilitati alle attività, appartenenti ad Associazioni del coordinamento, affiancati da una decina di volontari impegnato nella logistica, nelle telecomunicazioni, nella formazione e nelle attività di segreteria. L’addestramento si è articolato tra la sede del Coordinamento a Celle, dove si è svolta la parte teorica, e l’area collinare di Castel Raniero, teatro delle esercitazioni pratiche.
Le attività, realizzate secondo gli standard formativi regionali (DGR 1962/2024), hanno avuto l’obiettivo di consolidare le competenze operative necessarie a supportare i Vigili del Fuoco nella lotta attiva agli incendi boschivi, con particolare attenzione alla valutazione dei rischi, all’utilizzo corretto delle attrezzature e dei dispositivi di protezione individuale e all’adozione delle necessarie misure di sicurezza e autotutela.

L’esercitazione ha rappresentato anche un’importante occasione di collaborazione tra tutte le componenti del sistema territoriale. Hanno infatti preso parte alle attività sette operatori del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Ravenna, cinque Carabinieri Forestali del Gruppo di Ravenna, una squadra di sei operai forestali spegnitori del Reparto Carabinieri Biodiversità di Punta Marina, tre funzionari dell’Agenzia regionale, oltre ai rappresentanti del Comune di Faenza, dell’Unione della Romagna Faentina e della Prefettura di Ravenna.
In un territorio dove il patrimonio boschivo copre circa l’11% del territorio con aree di elevato valore ambientale e naturalistico come le pinete del Parco del Delta del Po e gli ambienti del Parco della Vena del Gesso Romagnola, la prevenzione e il presidio del territorio, in cui il volontariato di Protezione Civile gioca un ruolo imoportante per controllo, pèresidio e supporto nella lotta agli incendi, restano strumenti fondamentali per tutelare il patrimonio naturale e la sicurezza delle comunità.
Ultimo aggiornamento: 16-06-2026, 16:11
